Pearl Jam – Lightning Bolt

Pearl Jam è un marchio che è sinonimo di garanzia. La band di Seattle dimostra nuovamente con Lightning Bolt che il grunge può esistere negli anni, basta saperlo rielaborare dentro e fuori la propria musica.

Lightning Bolt
Pearl Jam
Genere: Rock
Anno: 2013
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Il voto di Musickr
3.5
Il voto della community
Musickr 2013-10-16 7 10

Nessun rischio di anacronismo per i Pearl Jam. Da più di venti anni sulla scena musicale e sempre fedeli a se stessi e guidati dalla stella sempre splendente che è Eddie Vedder, i ragazzi arrabbiati di Seattle passano indenni per anni e generazioni e dimostrano di essere ancora in grado di sforare musica di grande qualità.

Questo “Lightning Bolt” ne è la dimostrazione: migliore dell’ultimo “Backspacer” anche se non all’altezza della trilogia iniziale che ha reso i Pearl Jam icona e punto di riferimento indiscusso della scena grunge internazionale, le dodici tracce di questo album sono quello che chi ama i Pearl Jam si aspetta da loro.

pearl jam mind your manners (Custom)

Musica di alta qualità, liriche ottimamente scritte e i giusti arrangiamenti. Le chitarre che suonano tra le dita di Gossard e McCready, il ritmo del basso di Jeff Ament e quello di Cameron alla batteria. E poi, inevitabile e indispensabile, la voce di Eddie Vedder.

Due brani di “Lightning Bolt” li avevamo già conosciuti: “Mind your manners“, il primo singolo estratto che ai più ha ricordato i tempi di “Vitalogy” ma senza la stessa carica, e “Sirens“, una bellissima classic ballad alla Pearl Jam maniera che, anche in questo caso, richiama ad alcuni pezzi memorabili come “Black” o “Nothing Man”.

Ora che abbiamo potuto ascoltare per intero “Lightning Bolt” è svanito quel dubbio che ci aveva assalito all’ascolto dei primi due singoli. Ognuno a modo suo, i 12 pezzi di questo album ci ricordano che fare un album di qualità, anche dopo venti anni di carriera, è possibile senza risultare una parodia di se stessi: “My Father’s Son” è punk al punto giusto, “Pendulum” è l’ennesimo capolavoro scritto a sei mani da Gossard, Ament e Vedder e “Let The Records Play” è una sorprendente incursione nel blues.

Come se non bastasse ci sono le due tracce finali “Yellow Moon” e “Future Days”, la dolce quadratura del cerchio.

“Lightning Bolt” – Tracklist

1. Getaway – 3:26 (Eddie Vedder)
2. Mind Your Manners – 2:38 (Mike McCready, Eddie Vedder)
3. My Father’s Son – 3:07 (Jeff Ament)
4. Sirens – 5:41 (Mike McCready)
5. Lightning Bolt – 4:13 (Eddie Vedder)
6. Infallible – 5:22 (Jeff Ament, Stone Gossard)
7. Pendulum – 3:44 (Jeff Ament, Stone Gossard)
8. Swallowed Whole – 3:51 (Eddie Vedder)
9. Let the Records Play – 3:46 (Stone Gossard)
10. Sleeping by Myself – 3:04 (Eddie Vedder)
11. Yellow Moon – 3:52 (Jeff Ament)
12. Future Days – 4:22 (Eddie Vedder)

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