J-Ax – Intro – Testo

j-axIntroè il titolo di uno dei pezzi di J-Ax, che apre il nuovo album del rapper milanese, Il bello d’esser brutti.

Questo nuovo disco è uscito il 27 gennaio 2015 su etichetta Newtopia, fondata dallo stesso J-Ax con l’amico e collega Fedez.

Di seguito il testo di Intro.

Testo – Intro

Qualche anno fa mi si è ingrigito il pelo
Per la prima volta ho tirato il freno
Incerto se fossi l’unico scemo
O l’ultimo a crederci per davvero
Col dubbio che per la mia crew fosse un lavoro niente più
Negli anni han fatto figli io soltanto dischi e tour
Mai cresciuto come Peter Pan
Con la labirintite, da solo, bloccato in studio
Han Solo, nella graffite
Entrato da sbarbato
Ho firmato ogni contratto, mi fidavo
Come di un padre, mi bastava stare sul palco
Poi eran tutti sempre in vacanza
Io da solo là che mi sbatto
Forse lo trattavo da padre
mentre mi trattava da babbo
Perché fare roba nuova se la gente già t’adora
E alla fine si innamora solo della novità
Quasi come se dicessi Allora sei vecchio, fuori moda
Questa cosa non funziona se la fanno alla tua età
Ho pagato sono uscito come al bar
La penale coi risparmi di una vita
Al prezzo della libertà
Mi ero chiuso in un bar e mi chiedevo ma che senso ha
Ma perché non sei morto giovane vent’anni fa
Ricominciare a meno di zero
E finalmente sollevare il velo
E raccontarvi veramente
Non l’immagine vincente che la gente prova a vendere
di sè
Non voglio vivere su un grattacielo
Solo studiare indietro col veleno
E raccontarmi veramente lo spettacolo riprende,
Benvenuti a tutti quelli come me
L’altro Natale stavo giù in cantina
Piangevo sui cartoni del trasloco
Che quando hai visto il mondo dalla cima, dopo
Sei intrappolato al top come un topo
Non sembro un uomo di successo e uomo di valore
Quando il prezzo arriva tutto in blocco dello scrittore
Copiare te stesso libera meno dolore
Che farsi tagli nel cuore
Nel sangue cercare le parole
E’ il caso che mi ripigli
o che mi ripigli per caso
Che quelli che han fatto figli, qui nessuno l’ha programmato
La mia vita è questo teatro
E quando spegneranno le luci
Non avrò nemmeno un rimpianto
Se ho vissuto da vero duro
E per la strada mi chiamano zio
E’ Philadelphia e io sono Rocky
Sarà che al posto di un bambino, Dio
Mi ha dato due milioni di nipoti
Ho ascoltato la mia roba come mai ho fatto prima
Sarò arrabbiato meglio prima, ma era l’era decadance
L’ho trovata genuina ma si sente che ero preso
Ancora in lutto per la fine fatta dalla prima band
E quello che credevo fosse il mio fratello vero
Due bambini che da zero, hanno messo su una gang
L’amicizia che è finita come sempre nella vita
Avere donne, la politica, l’odore del cash
Ricominciare a meno di zero
E finalmente sollevare il velo
E raccontarvi veramente
Non l’immagine vincente che la gente prova a vendere
di sè
Non voglio vivere su un grattacielo
Solo studiare indietro col veleno
E raccontarmi veramente lo spettacolo riprende,
Benvenuti a tutti quelli come me
Benvenuti a tutti quello come me
Benvenuti…

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