Jovanotti – Musica – Testo

Musica è il titolo di uno dei pezzi di Jovanotti, che anticipa il nuovo album Lorenzo 2015 cc, che vedrà la luce il 24 febbraio 2015.

Si tratta di un pezzo che insieme a L’alba si può ascoltare in anteprima facendo il pre-order dell’album online. Il primo singolo estratto dal disco è stato Sabato.

L’album conterrà tante influenze, del resto è stato registrato tra Cortona e l’Electric Lady Studios di New York.

Di seguito il testo di Musica.

Testo – Musica

Tutto quello che non saprò mai e che mi gira intorno, mi tiene vivo
Tutto questo eterno movimento che noi ci siamo dentro, la gioia e lo spavento
Tutte le parole fuori tempo, le strade senza scampo, le orecchie che non vogliono sentire
Tutte le ragioni che non ho, tutti gli orizzonti che non ho toccato, mai
E poi c’è questa cosa che mi carica e si chiama musica (musica)
E poi c’è questa cosa che mi carica e viene dall’Africa (Africa)
Tutte le città dove non sei, tutti i fatti che non sono i miei ma mi interessano lo stesso
tutte le parole che significano cose nelle lingue che non ho parlato, mai
tutte le mattine che mi sveglio con quell’odore addosso degli incubi di un mondo che non gira
tutte le periferie in rivolta in cerca di una svolta coi fumi che si mischiano nell’aria
E poi c’è questa cosa che mi carica e si chiama musica (musica)
E poi c’è questa cosa che mi carica e viene dall’Africa (Africa)
Tutte le ragazze alla pari, luoghi immaginari dove si sogna di ricominciare
l’odore della pista e dei locali, seminterrati dove nel buio ci siamo illuminati
tradimenti e giustificazioni milioni di milioni di milioni di opinioni
tutte le preghiere della gente, tutte le pallottole sparate ad un bersaglio trasparente
E poi c’è questa cosa che mi carica e si chiama musica (musica)
E poi c’è questa cosa che mi carica e viene dall’Africa (Africa)
Tutti gli algoritmi che mi contano, guidano, portano, indicano cose da comprare
ogni informazione condivisa che come una divisa ti rassicura, ti fa rassicurare
le mattine che mia madre si era svegliata all’alba per prepararmi la colazione
gli ingranaggi che trasformano il vuoto di un’assenza nel palco della mia esibizione
tutte le distanze immense nel mondo e nelle stanze gli specchi che riflettono le assenze
le circostanze che obbligano a dire da che parte sto, da che parte stai
tutto il viaggio è sciolto nel bicchiere le nuvole di ieri, la neve dell’inverno scorso
il miracolo ti arriverà, l’oceano attraversato nuotando a dorso
la fame, il disgusto, il lusso della scelta, il mondo che rimane una
Questione aperta
la lotta per restare umani con qualche imprevedibile regalo tra le mani
E poi c’è questa cosa che mi carica e si chiama musica (musica)
E poi c’è questa cosa che mi carica e viene dall’Africa (Africa)
E poi c’è questa cosa che mi carica e si chiama musica (musica)

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