Tedua, Vertigini è il nuovo singolo: testo

di Sveva Commenta

Vertigini è il nuovo singolo di Tedua del quale vi riportiamo di seguito il testo.

Tedua – Vertigini | Testo

Un giorno il mondo
L’han fatto tondo
Affinché tutto torni
Anche se tu non torni
Mentre mi guardo attorno
E come credi di stupirmi
Perbenisti con me in eclissi
Il sole non lo fissi mai
Icaro, don’t call me bae
Avvertimi se soffri di vertigini
O spediscimi i reclami
Sui ciclamini ci cammini
Chica calma, què pasa?
Cambia stivali e bada
Al barman se ti parla
Di miei errori passati
Tu lo sai la strada
Non ama rivali
Una talpa rintana tra infami
E io volevo ancora commentarti
Che siamo come tanti
E posso eccedere ed eccellere
E non cedere ed eccetera
Che c’era in quel cocktail a quel party
Acqua e sapone non lo sei
Se sceglierà d’amarti
Userà acetone per gli smalti
Per struccarsi

Volevo dirti che domani mattina
Sarò ricco come un figlio di pu*tana
Ma non mi sarò dimenticato
Che vengo dalla strada
Quando verrò trafitto da chi si insidia
E invidia “Vaffan*ulo!”
Canterò un ritornello
Con le peggio parolacce
Così in major non gli piace
Quest’arte così in alto sembra un palazzo dell’Aler
Un fra’ pensa: “Ti parto!” se gli insulterai la madre
Quand’odio chiamo odio, risponderà poi il tribunale
Anche con una sim cinese
Corri se senti le sirene

Lei mi chiama a interesse
Vuole la mia weed special
E mi parla di te che
Sembri fuori di testa
Dimmi cosa succede
Finchè porto pazienza
Ma Cupido non viene mai
Nei quartieri dove lo menerai
Sto provando a competere perché son competente
Non ho alternativa in rima ala rinascente
Per un altro mestiere
E hai ragione, spero di farci soldi, un milione
Ma se falliamo come in Grecia, dì che già
Mi allenavo per pura passione
Guarda i miei fratelli
Da un futuro incerto a un futuro al mio concerto
Forse mio padre mi sta cercando a “C’è posta per te”
Usando coca come moka del caffè
Vorrei far brutto
A chi mi ha messo i piedi in testa
D’adolescente ma non sempre serve
D’altro canto una tigre non ingerisce una serpe

Volevo dirti che domani mattina
Sarò ricco come un figlio di pu*tana
Ma non mi sarò dimenticato
Che vengo dalla strada
Quando verrò trafitto da chi si insidia
E invidia “Vaffan*ulo!”
Canterò un ritornello
Con le peggio parolacce
Così in major non gli piace
Quest’arte così in alto sembra un palazzo dell’Aler
Un fra’ pensa: “Ti parto!” se gli insulterai la madre
Quand’odio chiamo odio, risponderà poi il tribunale
Anche con una SIM cinese
Corri se senti le sirene.

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