Dopo il biopic, arriva un docu su Whitney Houston

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Ci sono volti e voci che restano per sempre, 'condannati' all'eterno e alla storia. Perché hanno regalato migliaia di emozioni a migliaia di persone. Perché hanno un vissuto particolare, forte. A tratti drammatico. Perché hanno cambiato nel loro piccolo il mondo. Perché ricordare è meglio di dimenticare, forse in tutti i casi. La cantante, dunque, sarà nuovamente sul grande schermo al centro di una testimonianza d'autore che la riguarda.

La carriera straordinaria, l’enorme talento tristemente dissoltosi tra droghe e vita ai limiti e una morte tragica come quelli di Whitney Houston, dal punto di vista del cinema e del racconto, rappresentano senza dubbio un materiale narrativo irresistibile, da sfruttare sino all’ultima ‘goccia’ che c’è.


E, considerata anche la passione del cinema recente per le ricostruzioni vere o documentarie delle vite dei grandi artisti dei nostri tempi, meglio se musicisti, non stupisce che dopo il contestato biopic diretto da Angela Bassett, si stia preparando anche un doc che porti sullo schermo la vita della cantante americana.

A dirigere il documentario sulla Houston, ufficialmente autorizzato dalla sua famiglia, sarà Kevin MacDonald: che non è solo il regista di film come L’ultimo re di Scozia o State of Play, ma uno che ha vinto un Oscar da documentarista con One Day in September e che ha già raccontato un altro grande artista, Bob Marley, in Marley.

Secondo le prime informazioni, il documentario di MacDonald, nonostante l’imprimatur della famiglia, non farà sconti alla cantante e ai suoi problemi con alcol e droga, e conterrà testimonianze di Clive Davis, l’uomo che ha scoperto Whitney e ne ha lanciato la stella.

Nell’orizzonte professionale di MacDonald, poi, c’è anche l’oramai immancabile serie tv: il regista dirigerà per Amazon Strange New Things, adattamento del romanzo di fantascienza di Michel Faber “The Book Of Strange New Things”che sarà sceneggiato da Matt Charman e musicato da Brian Eno.

Ci sono volti e voci che restano per sempre, ‘condannati’ all’eterno e alla storia. Perché hanno regalato migliaia di emozioni a migliaia di persone. Perché hanno un vissuto particolare, forte. A tratti drammatico. Perché hanno cambiato nel loro piccolo il mondo. Perché ricordare è meglio di dimenticare, forse in tutti i casi.

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