Sanremo giovani 2013

di Redazione Commenta

C’è ancora speranza. Ebbene sì, il Festival tenta di svecchiarsi. Cambia il regolamento. Via anche i fiori dalla storica scenografia. Pippo Baudo sarà solo un ospite e la serata dedicata alla storia della rassegna è una sola. Il resto è tutto nuovo, o almeno cerca di esserlo.

Ma la parte più futuristica resta comunque la parte dedicata alle star di domani. È ormai consuetudine che Sanremo Giovani, pur mutando di anno in anno, sia il ramo del concorso più interessante per stabilire in che direzione viaggi la musica nazionalpopolare del Belpaese.

Per prassi, però, gli “esordienti” arrivano sul palco a partire dal secondo giorno.  Ed infatti ieri hanno cominciato a calcare le scene dell’edizione 2013. Al termine dell’esibizione dei primi quattro Giovani – i Blastema con “Dietro l’intima ragione”, Il Cile con “Le parole non servono più”, Irene Ghiotto con “Baciami?” e Renzo Rubino con “Il postino (Amami uomo)” – il televoto e il voto della sala stampa hanno stabilito che alla finale di venerdì passano Renzo Rubino e Blastema.

Fabio Fazio, inoltre, fa notare oggi, in conferenza stampa, che pubblico e critica hanno avuto il medesimo orientamento e che le votazioni si siano svolte all’unisono. Uno strano accordo che sembra stonare col divario che dovrebbe incorrere tra vulgo e addetti ai lavori. Eppure è andata così.

Intanto si attende la seconda parte della competizione riservata ai giovani talenti: ci sono ancora sette canzoni che esordiranno a breve sul palco. Ed è giusto così, visto che, al momento, non è stato intonato nulla di veramente nuovo.

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