Deep Purple in Rock, 43 anni di bellissimo rumore

di Redazione Commenta

Era il 3 giugno del 1970 quando nei negozi di dischi comparve uno degli album che, già dalla copertina, si presentava per divenire una delle pietre miliari dell’hard rock.

Il disco era Deep Purple in Rock, il primo successo mondiale della band che è stata inserita nel Guinness dei Primati come la band più rumorosa del mondo.

Quarto album in studio per i Deep Purple, un album che insieme a Led Zeppelin II dei Led Zeppelin e Paranoid dei Black Sabbath ha scritto il manifesto dell’hard rock.

I Deep Purple, in realtà, non sono definibili tout court una band hard rock: la loro è una musica dal respiro molto ampio, che spazia in tantissimi generi – bluesRock and rollfunkyjazz e anche il folk – suonata da musicisti con una grande preparazione e conoscenza della musica e che, proprio in virtù di queste caratteristiche, ha fatto sì che i Deep Purple potessero creare un genere unico e riconoscibilissimo.

A contribuire al grande successo de In Rock e dei Deep Purple è stata la grande voce di Ian Gillan, come si può sentire in Child in Time, una delle canzoni più belle di questo grande album.

Fu un disco coraggioso: la copertina con i volti dei componenti della band scolpiti nella pietra del famoso Monte Rushmore, simbolo americano per eccellenza, nel quale sono scolpite le facce dei presidenti degli Stati Uniti più importanti (i Deep Purple sono inglesi); ma soprattutto il contenuto del disco, che inizia con Speed King, canzone impensabile per l’epoca.

Tanto rumore iniziale per poi procedere sulle delicate note di un organo. Questo sono i Deep Purple, un band rock fino al midollo, di quelle di una volta che sapevano unire il delirio delle chitarre metal ad una partitura perfetta, senza contare il pregio dei testi e il valore aggiunto della voce di Ian Gillan, che compare per la prima volta proprio in Deep Purple in Rock e che permette alla band di fare il grande salto di qualità.

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