Junior Cally a Sanremo, parla Enzo Mazza della FIMI: “No censure, il rap ha un linguaggio crudo”

di Nekromantik Commenta

La presenza di Junior Cally a Sanremo tra i Big della kermesse che avrà luogo dal 4 all’8 febbraio 2020 ha scatenato polemiche. A sollevare la voce più grossa è stato il presidente della Rai, Marcello Foa, che in una nota ha considerato “eticamente inaccettabile” la presenza del rapper durante il Festival della Canzone Italiana, che con questa edizione raggiunge il 70° appuntamento.

Foa, infatti, scrive:

Il Festival, tanto più in occasione del suo 70.esimo anniversario, deve rappresentare un momento di condivisione di valori, di sano svago e di unione nazionale, nel rispetto del mandato di servizio pubblico. Scelte come quella di Junior Cally sono eticamente inaccettabili per la stragrande maggioranza degli italiani.

Non manca la polemica con il direttore artistico Amadeus, che viene invitato da Foa a riportare il Festival nella giusta dimensione. La stessa protesta è stata sollevata da una lettera presentata da 29 deputate indirizzata alla commissione di vigilanza sulla Rai, all’amministratore delegato Salini, al consiglio di amministrazione di viale Mazzini e all’Usigrai. Tra le firmatarie compaiono Laura BoldriniMarianna Madia del PD e Rossella Muroni di Liberi E Uguali. Nella lettera, inoltre, le firmatarie invitano il direttore artistico del Festival a chiedere scusa alle donne per la frase pronunciata durante la conferenza stampa verso Francesca Sofia Novello.

Il seme della discordia è stata, soprattutto, la carriera di Junior Cally. Al centro delle polemiche troviamo i suoi testi, che in casi come Strega il rapper canta: Si chiama Gioia perché fa la tr..a. Questa non sa cosa dice, porca tr..a quanto c…o chiacchiera. L’ho ammazzata, le ho strappato la borsa. C’ho rivestito la maschera“. 

Per difendere la presenza di Junior Cally Sanremo, tuttavia, è intervenuto in queste ore Enzo Mazza, amministratore delegato della Federazione dell’Industria Musicale (FIMI) con una comunicazione inviata all’ANSA:

Quando si affrontano questioni che riguardano la creatività artistica, è evidente che si debba procedere con la massima cautela per evitare fenomeni di vera e propria censura. Il rap, e più in generale la musica urban, è costituito da forme di linguaggio spesso molto crude e dirette. È un genere musicale che non a caso, prima negli Stati Uniti, poi in Europa e Italia, ha goduto di un crescente successo tra le nuove generazioni. Streaming e smartphone ne hanno amplificato l’audience tra millennial e generazione Z.

Negli ultimi anni il Festival ha cercato di avvicinarsi ai giovani e ha dovuto necessariamente fare i conti con un repertorio ‘difficile’ per il pubblico tradizionale. Ma è un’evoluzione irreversibile della quale bisogna comprendere gli scenari nei quali si sviluppa e il linguaggio che si traduce poi in musica e in liriche. Per i teenager di oggi i rapper sono spesso ciò che per le nostre generazioni hanno rappresentato Battisti, De André o i Pink Floyd.

Le polemiche sulla presenza di Junior Cally a Sanremo non sembrano destinate a spegnersi.

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