Quanto è cambiata la musica grazie alla tecnologia

di Nekromantik Commenta

Focus sul delicato rapporto tra tecnologia e musica quest'oggi

Non c’è ombra di dubbio che l’evoluzione tecnologica ha inciso sulle nostre vite molto di più di quello che avremmo mai potuto pensare. Basti pensare alla quotidianità e quanto utilizziamo i vari device tecnologici che vengono proposti in commercio.

Sono così tanti i settori in cui la tecnologia recita ormai un ruolo di primo piano che si è fatta l’abitudine a determinate novità e innovazioni. Basti pensare al settore dell’intrattenimento e, in modo particolare al mondo dei casinò online. Sono sempre di più gli utenti sul web alla ricerca di piattaforme per giocare alle slot, sicure e in grado di garantire un’esperienza di gioco estremamente coinvolgente. Le funzionalità che vengono messe a disposizione da questi siti di slot sono davvero le più disparate e la facilità di accesso alle varie piattaforme rappresentano un vantaggio di non poco conto, dato che ormai basta un “tap” dal proprio smartphone o tablet per raggiungere il casinò online dove divertirsi puntando sui giochi più coinvolgenti.

Nel settore dell’intrattenimento è impossibile non fare riferimento anche e soprattutto alla musica, un’importante passione per tantissime persone, che la tecnologia ha radicalmente cambiato sotto tanti aspetti nel corso dei decenni, in modo specifico dal punto di vista della sua fruizione.

Tecnologia e abitudini quotidiane

Se fino a un po’ di anni fa, il solo sistema per poter ammirare un’opera a teatro era solo quello di recarsi effettivamente presso la struttura dove si svolgeva l’evento. Stesso discorso per poter ascoltare una canzone, per cui l’unica soluzione era quella di recarsi presso il concerto dell’artista preferito. Il mondo a cui siamo abituati oggigiorno, in questo settore, è possibile solo grazie a una serie di invenzioni che hanno caratterizzato la storia dell’umanità. Negli ultimi anni, però, il web e i servizi in streaming, ma anche la televisione con il boom di programmi come XFactor, hanno completamente rivoluzionato e ridefinito basi e confini del mondo della musica.

I tempi del jukebox… e quelli di Spotify

Al giorno d’oggi, ci sono diverse invenzioni che hanno trovato una diffusione sempre più ampia e non c’è dubbio che lo streaming musicale sia una di queste. La musica non si fruisce più tramite strumenti fisici, come ad esempio il vinile, ma anche il nastro magnetico e, molto più di frequente nel corso degli ultimi decenni, il cd.

Insomma, il percorso è stato quello di una vera e propria dematerializzazione. Proprio per questo motivo, si è diffusa la definizione di “musica liquida”, ovvero che può arrivare davvero dappertutto. Ciascuno di noi, sul proprio smartphone, pc o tablet, c’è la possibilità di creare una vera e propria libreria, che si può estendere quasi all’infinito e a cui si può accedere in ogni momento, ma soprattutto anche da dispositivi diversi e da qualsiasi luogo, grazie proprio allo streaming.

La musica del futuro viaggerà attraverso le ossa

La musica riveste un ruolo fondamentale anche per tutti coloro che amano lo sport. Infatti, nel corso dell’attività fisica, la possibilità di fruire dei vari servizi di streaming online, consente di godersi direttamente dal proprio smartphone o altro device le proprie canzoni preferite, che a volte rappresentano anche uno stimolo per raggiungere performance sempre migliori.

Lo strumento che viene più di frequente impiegato per ascoltare la musica mentre si svolge un’attività sportiva è senz’altro rappresentato dagli auricolari. Eppure, gli sportivi spesso e volentieri hanno modo di lamentarsi della scomodità degli auricolari stessi. Infatti, in molti casi finiscono per fuoriuscire dall’orecchio per colpa del sudore, ma anche di eventuali sobbalzi, mentre le cuffie non si possono considerare una soluzione adeguata, dato che presentano un peso eccessivo, in grado di garantire un livello di stabilità non sufficiente e non sono adatte ad affrontare e gestire nel migliore dei modi il sudore.

Ecco spiegato il motivo per cui, grazie alla tecnologia, sembra che nei prossimi decenni si potrebbe affermare una novità particolarmente gustosa e interessante. Ovvero, si tratta delle tecnologie che vanno a usufruire della conduzione ossea del suono. Come base, tale novità tecnologica ha quel principio per il quale il suono si muove sotto forma di vibrazioni, che vengono trasmesse non solamente nell’aria, ma anche mediante una serie di materiali, tra cui, per la precisione, anche le ossa che formano il cranio.

Nello specifico, è stato scoperto come quando una persona parla, la mascella funziona come una sorta di vera e propria cassa di risonanza e riesce a garantire il trasporto della nostra voce in maniera estremamente fedele. Le vibrazioni che si riflettono sul cranio, raggiungono così con notevole facilità il proprio orecchio.

Ci sono diversi aspetti convenienti legati alla conduzione ossea. Tutti quei microfono che riescono a riprendere il suono tramite le vibrazioni delle ossa, e nello specifico si tratta della mascella, hanno un punto di forza ben preciso. Ovvero, riescono a individuare in maniera molto netta e distinta solo ed esclusivamente la propria voce, senza tener conto di qualsiasi altro rumore o suono. Non ci sono, insomma, interferenze, ma anche fruscii strani, che di solito sono presenti in ambienti particolarmente rumorosi o difficili dal punto di visita climatico. Interessante anche notare come questi nuovi microfoni non presentino aperture per il passaggio del suono e, di conseguenza, si possono rendere decisamente impermeabili e, al contempo, estremamente resistenti rispetto alla polvere e al vapore.

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