42 anni fa moriva Jim Morrison: la fine di una vita e l’inizio di una leggenda

di Redazione Commenta

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Anche lui, insieme a Jimi Hendrix, Janis Joplin, Kurt Kobain e a Emy Winehouse e a molti altri ancora,  fa parte del club dei 27, ossia di quel gruppo di artisti, musicisti e cantanti morti a 27 anni.

La morte per Jim Morrison sopraggiunse all’alba di una calda mattina parigina, il 3 luglio del 1971, nella vasca da bagno del suo appartamento di Rue de Beautreillis, o almeno questa è la versione ufficiale.

Sul corpo di Jim Morrison, allora all’apice del suo successo e famoso in tutto il mondo, non fu effettuata alcuna autopsia né altri esami e fin da subito fu presa per veritiera la versione fornita da Pamela Courson, la sua fidanzata con la quale si era trasferito a Parigi qualche tempo prima per smettere di bere e dedicarsi alla sua antica passione: la poesia.

Ma nulla andò come nei piani previsti da Jim Morrison. O forse è andato tutto proprio come lui lo aveva progettato e cantato.

Poeta maledetto, una sorta Boudelair di Los Angeles, e portavoce di una intera generazione, la figura di Jim Morrison è entrata nella storia ben prima della sua morte, ma è solo con la sua dipartita definitiva che questa storia è divenuta leggenda. Jim Morrison è stato l’anticipatore di tanto di quello che poi è accaduto dopo.

Sprezzante della vita e cultore della morte, il suo credo era l’autodistruzione, che portava avanti a suon di alcool e droghe. Profeta e innovatore, ribelle e fuori da ogni prevedibilità, bello e dannato. Tutto questo era Jim Morrison, e, ad aiutarlo ad essere ciò che era e ciò che dopo la sua morte è divenuto, il suo particolare rapporto con la società e con quanto accadeva intorno a lui.

Imperversava la guerra del Vietnam all’epoca e Jim Morrison fu il primo a combattere contro quella guerra. Lungi dal sentimento peace & love per Morrison la guerra andava combattuta, non solo rifiutata. E lo faceva, però, a modo suo, mettendo nella sua musica e nelle sue canzoni il  bello e il brutto di sé e del mondo.

Dava il meglio di sé durante le performance dal vivo, facendosi amare ed odiare dal suo pubblico. Autodistruzione, protesta sociale, visioni e sesso: questo è il Morrison-pensiero che, se non fosse stato per quella vasca da bagno in quella stanza di Parigi e in quelle circostanze, oggi non avrebbe lo stesso significato.

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