Piccola storia dell’Hip Hop, I Parte

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L’hip hop approda anche a Sanremo 2014, e approfittando della presenza alla popolare kermesse di Frankie Hi-nrg e del giovane rapper campano Rocco Hunt, proviamo a ripercorrere la storia di questo genere musicale per soli duri.

Probabilmente vedere oggi un ragazzo con la felpa oversize e il cappuccio, i pantaloni dal cavallo basso e le Adidas  senza stringhe non ci fa venire in mente i movimenti neri  che sconvolsero l’America degli anni Sessanta e Settanta. Eppure è da lì che viene tutto. Si parla di Hip Hop, ovvero di quella sfera culturale che ormai ingloba la moda, la danza, i film, i graffiti e che designa soprattutto un genere musicale nato negli anni Settanta. Le sue origini, però, sono più lontane e complesse.

Il Movimento per i diritti civili nasce verso la fine degli anni Cinquanta per combattere il razzismo e la sottomissione materiale e psicologica della popolazione nera da parte della comunità bianca; il suo portavoce era Martin Luther King, il cui impegno politico mirava all’integrazione dei neri a pieno titolo nella società americana, attraverso la disubbidienza civile non violenta. All’integrazionismo del pastore di Atlanta, fiducioso nei principi democratici del Paese, si contrapponeva un radicale nazionalismo che aveva in Malcom X il suo più lucido ed influente esponente. I principi del nazionalismo rigettavano la possibilità di una cittadinanza che sarebbe stata comunque di “seconda classe”, per affermare il cosiddetto “Black Power” secondo il quale i neri dovevano autonomamente controllare la politica e l’economia della propria comunità.

Il nazionalismo apriva decisamente la strada alla conflittualità e al radicalismo, dimostrando di volere andare al di là degli iniziali obiettivi di integrazione nel sistema a favore della sollevazione spontanea e spesso armata contro lo stato e suoi simboli. È in questo fermento che nel 1966 nasce il partito delle Pantere Nere, avanguardia politica di quel movimento rivoluzionario erede del pensiero di Malcom X, simbolo dell’orgoglio nero e delle paure della classe media bianca. Da una base costituita da individui ai margini della società, il partito si diffuse a macchia d’olio in tutti gli Stati Uniti con un fortissimo impatto sulla popolazione.

Tra il 1968 e il 1972, la gestione del dissenso da parte del governo si mutò in una delle repressioni più violente della storia americana, e l’escalation di operazioni clandestine dell’Fbi unita alla progressiva militarizzazione della polizia, portò alla disgregazione e poi alla dissoluzione del movimento di protesta di quegli anni. Questo passaggio dalla protesta al silenzio è testimoniato dalla produzione musicale. Il disco What’s Going On? di Marvin Gaye del 1971, esprime i tragici cambiamenti in atto della società americana.

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