Top 10: Tormentoni Anni 80

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Canzoni che in trent'anni ci mangiano ancora il cervello, tra revival di playback, hair metal e batterie elettriche.


Gli anni 80 sono stati la croce e delizia della storia della musica. Da un lato abbiamo oscene batterie elettriche e playback, dall’altro abbiamo la fioritura del metal e dell’hardcore punk. Un doppio lustro artificioso come pochi che in questi ultimi tempi ha goduto di un potentissimo revival, e che spesso è sfociato nell’adulazione più sfrenata. Tuttora il decennio è oggetto di aspri dibattiti legati alla sua qualità musicale e visiva, o alla discutibilità di certe mode. Il tutto per un concetto semplice, banale e perentorio quanto la presidenza Reagan: gli anni 80 o li si ama o li si odia. E se qualche anno fa la parola vintage contrassegnava le zampe d’elefante e gli abiti a pois, oggi il termine rappresenta tutta la nostalgia di un’utenza informatica innamorata di tutte quelle facezie legate all’infanzia (dai video degli A-Ha al Tricky Traps). Come per i tormentoni anni 90, anche in questo caso scegliere un pezzo per anno è stato un tediosissimo lavoro di elisioni.

10. Michael Jackson – Thriller (1983)


Cominciamo da subito con un piccolo capolavoro cinemusicale, quella Thriller di John Landis che ancora oggi offre spunto per nuove coreografie e tesi di laurea. In questo cortometraggio abbiamo tutto: il citazionismo ai vecchi film horror, la voce narrante di Vincent Price, una ex playmate nel ruolo femminile e un balletto di zombie-fidanzati che ha anticipato di millenni le idee di Warm Bodies. Unico difetto: per il classico telespettatore musicale dallo zapping facile, questo video risulta sempre troppo impegnativo nel suo quarto d’ora di riproduzione.

9. Heater Parisi – Cicale (1981)


Il lancio ufficiale di Heater Parisi nel Fantastico mondo della televisione statale nostrana. Si prende la favola della cicala e della formica, la si butta nella spazzatura e si sfrutta il gioco di parole Ci Cale (dal toscano “ci piace”) per una delle canzoni più sgrammaticate della musica. La cosa inquietante di questa canzone è che è talmente permeata nella nostra coscienza sociale che viene intonata indistintamente dai bambini così come dagli ultratrentenni ubriachi.

8. Giuni Russo – Un’estate Al Mare (1982)


Da oltre trent’anni il pezzo estivo per eccellenza. Un’estensione vocale non indifferente, una Russo al suo apice. A spalleggiarla c’è Franco Battiato ai testi e Giusto Pio, pioniere del violino elettrico, alle musiche. L’anno successivo avremmo avuto Vamos A La Playa dei Righeira, che avrebbero poi consacrato il filone con L’Estate Sta Finendo. Ma niente avrebbe potuto raggiungere il successo di questo pezzo.

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