Neffa lancia il suo nuovo album in napoletano

di Nekromantik Commenta

Qualche dettaglio in più sull'ultimo lavoro del noto artista

La musica può diventare una compagnia importante, specialmente in un periodo storico come quello che stiamo vivendo, dove è fondamentale trovare un passatempo per affrontare giornate che, spesso e volentieri, si devono passare sempre in casa.

Neffa

Le alternative, sempre garantite dalla tecnologia, sono comunque interessanti, come ad esempio giocare online seguendo magari una guida casino online, oppure le celebri console, ma la musica rappresenta un modo perfetto per svagarsi, anche per via del fatto che ci sono canzoni adatte per affrontare davvero ogni tipo di momento.

La novità: Neffa che canta in napoletano

Tutti coloro che amano Neffa, in effetti, non sono proprio abituati a sentirlo cantare in dialetto napoletano, anche se una scelta del genere non dovrebbe poi stupire più di tanto, dal momento che il cantante è nato proprio in quel di Scafati. Dopo che ha espresso e manifestato anche l’intenzione di ritirarsi dalla scena musicale, ecco che Neffa prova a ripartire da qualcosa che sente vicinissimo, ovvero il dialetto napoletano, ma con cui non si era mai cimentato prima d’ora.

Madre di Salerno e papà di Napoli, Neffa è un cantante campano a tutti gli effetti. Quale migliore sistema se non dedicare un album alle proprie origini? Si tratta di “AmarAmmore”, realizzato da Giovanni Pellino, meglio conosciuto con il suo nome d’arte Neffa: una decisione che ha portato a rendere omaggio i luoghi delle proprie origini.

Ecco, quindi, le premesse che hanno portato alla nascita di “AmarAmmore”, ovvero un album che, come si può facilmente intuire dal titolo, parla proprio degli amori sofferti, cantati tutti usando il dialetto napoletano. Dal punto di vista artistico è chiaro che si deve catalogare come un azzardo vero e proprio, ma d’altro canto è anche qualcosa di sorprendente, che fa parte comunque dell’anima di questo artista.

È abbastanza chiaro come Neffa ha sempre puntato su delle canzoni caratterizzate da un ritmo funky e blues, ma non c’è mai stata traccia del dialetto. Proprio per questo motivo, questo album non ha davvero precedenti nella carriera di Neffa. In realtà, però, quest’ultimo si è lanciato con grande entusiasmo in un progetto che è decisamente sperimentale.

Un azzardo? Forse, ma fatto con il cuore

Di certo non si può evitare di sottolineare come anche per lo stesso artista questo album rappresenti un azzardo. Al contempo, però, è importante mettere in evidenza come a questo progetto Neffa si sia divertito moltissimo, anche grazie alla presenza di tanti amici che hanno avuto un ruolo importante come features.

Ad esempio, all’interno del nuovo album dell’ex rapper del gruppo Sangue Misto, troviamo degli artisti del calibro di Rocco Hunt, con cui Neffa canta un ritornello seguendo lo stile che è tradizionale della musica napoletana, ma c’è anche Coez nel brano “Aggio Perzo o Suonno”, senza dimenticare pure l’apporto di Livio Cori all’interno del pezzo “Nunn è cagnato nient’”. Si tratta di tre pezzi che vanno inevitabilmente ad avvicinarsi alle nuove generazioni.

Dal punto di vista del sound, il marchio di Neffa è indelebile e facilmente riconoscibile. Ci sono delle influenze sia funky che blues, ma anche qualcosa di elettronico. D’altro canto, chi ama il suono in sé e per sé non apprezzerà un largo uso dell’autotune, ma d’altro canto si tratta di un progetto sperimentale e, al contempo, vuol provare ad essere all’avanguardia.

Tutti coloro che hanno imparato a conoscere la storia di Neffa con il passare del tempo, sanno perfettamente quanto l’ex rapper sia strenuamente legato alla cultura napoletana. Volete qualche esempio? Viene spontaneo citare la sua cover di “O’Sarracino”, in una delle ultime edizioni di Sanremo: quindi, era abbastanza prevedibile che, prima o poi, un album come questo sarebbe stato prodotto e lanciato al grande pubblico.

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