
Il rap è machista. Non si può negare questo aspetto che, se non è connaturato alla cultura hip hop, ha sempre caratterizzato i testi e l’iconografia da videoclip del genere.

Il rap è machista. Non si può negare questo aspetto che, se non è connaturato alla cultura hip hop, ha sempre caratterizzato i testi e l’iconografia da videoclip del genere.

Qualcuno ci sperava, ma pare non ci sia nulla da fare: gli U2 non andranno in pensione.
Sono passati esattamente 80 anni dalla nascita di Iolanda Cristina Gigliotti, meglio conosciuta come Dalida. Impossibile non tralasciare qualche elemento nel raccontare la sua biografia: è nata il 17 gennaio 1933 a Choubrah, un modesto sobborgo de Il Cairo (Egitto) da genitori italiani di origine calabrese.

Il ritorno del sound anni ’80 è stata una costante di tutto il decennio appena trascorso. Adesso tocca al remake dei ’90. Figurarsi cosa succede se a dare vita ad album sono due tra i protagonisti di entrambi i decenni.
In più, il disco di debutto dei Tv Mania ha un pizzico di mistero dentro, visto che era andato perduto. Rispunta oggi, inaspettatamente, tra le scartoffie audio dei due membri del progetto, ovvero Nick Rhodes e Warren Cuccurullo, famosi per militare nei Duran Duran.
Ed è proprio durante una pausa dai, e dei, Duran Duran che il duo decide di dar vita a questa band. Era il 1995 e, a dire il vero, la coppia aveva in mente una trilogia. Così, insieme al polistrumentista e produttore Anthony J. Resta, registrano una serie di tracce per il primo capitolo di questa saga.
Bored with Prozac and the internet?, questo il titolo dell’album, però non è mai arrivato nei negozi di dischi. Pare che mentre il progetto veniva accantonato, difatti, il master è finito per rimanere smarrito chissà dove. Insomma rispunta solo ora, dopo ben 18 anni.
Il sound ha un retrogusto cyberpunk. Del resto era pensato come la colonna sonora di quella che Rhodes e Cuccurullo immaginavano essere una bizzarra cyber soap opera incentrata su una famiglia che vende la propria libertà ad un manipolo di scienziati, in cambio di una vita trasmessa in mondovisione e all’insegna dei più sofisticati confort di alta tecnologia.
Insomma, gli 11 brani dei rinati Tv Mania pare usciranno, finalmente, dopo questa disavventura quasi ventennale, il prossimo marzo. A dichiararlo è proprio l’artefice del ritrovamento, Nick Rhodes, che dichiara:
Quando ho trovato i master delle registrazioni ho pensato subito ‘Wow! Suona tutto così contemporaneo’. Quando li abbiamo sentiti non è stata solo una grande sorpresa trovare qualcosa che pensavamo fosse scomparso, ma è stato letteralmente come scoprire un vecchio dipinto e soffiargli via di dosso la polvere.

C’è grosso fermento per il nuovo album di Nick Cave. Arriverà nei negozi di dischi il 19 febbraio prossimo e si conosce già il titolo: Push The Sky Away. Si tratta addirittura del quindicesimo capitolo dello storico musicista assieme alla band che lo accompagna ormai da anni: i Bad Seeds.
Le ultime news, però, riguardano una serie di celebrazioni che ne festeggeranno l’uscita. Una carrellata di eventi prestigiosi, aperti, difatti, a pochissimi eletti, andranno in scena in diverse città mondiali, ovvero Parigi, Los Angeles, Berlino e Londra.
Concerti che presentano diverse particolarità. La prima riguarda i musicisti coinvolti. Martyn P. Casey al basso e ai cori, Conway Savage al pianoforte, all’organo e ai cori, Jim Sclavunos dietro le percussioni, le tastiere e ai cori e il Dirty Three Warren Ellis al violino, alla viola, al mandolino, alla fisarmonica, oltre che addetto alle parti elettroniche e ai cori; ed ovviamente Nick Cave alla voce. Niente di nuovo, se non fosse che i quattro live in agenda avranno anche degli ospiti in line-up: un coro in piena regola e una sezione di archi.
Ma c’è di più. Difatti le performance sono corredate da una proiezione inedita. I registi Iain Forsyth e Jane Pollard proietteranno, proprio durante questi appuntamenti esclusivi, un cortometraggio inedito sulla lavorazione del nuovo disco, alternando immagini in studio ad interviste allo stesso Cave, alla band e al produttore che ha curato l’album, ovvero Nick Launay.
Ed è stabilito già anche il quando: il tour partirà, infatti, il 10 febbraio all’Her Majesty’s Theatre nella capitale britannica; poi sarà la volta di Parigi, l’11, al Trianon e, due giorni dopo, il 13 febbraio, andrà in scena all’Admiralpalast di Berlino, per poi proseguire verso la Città degli Angeli, il 21 febbraio, al Fonda Theatre, per l’unica data americana.
Ma il vero appuntamento è quello del 17 febbraio, difatti, alle 17 in punto, ora italiana, sarà possibile acquistare i biglietti per tutte e quattro le imperdibili date, attraverso il sito ufficiale di Nick Cave (www.nickcave.com)

I Metallica sono pronti per un film su di loro.
La pellicola dovrebbe arrivare nelle sale il 9 agosto prossimo, ma non è una trattazione biografica della band. Infatti, sebbene la trama sia incentrata su live del quartetto, racconta le avventure di un giovane membro dello staff tecnico che viene mandato in giro per la città a svolgere un’urgente commissione, durante il concerto; ovviamente inciamperà in situazioni al limite della sopportazione e dell’immaginazione umana, tanto che la sua vita cambierà totalmente.
Se pure le sale lo proietteranno a partire dall’estate, il titolo è già stato scelto: Metallica through the never. Il cast, oltre al gruppo metal più famoso al mondo, comprende l’attore Dane DeHaan (che i più ricorderanno per The Amazing Spider-Man 2, tra le altre cose), nei panni, appunto, del protagonista, ovvero un ragazzo delle crew alle prese con compiti improvvisi e una serie di disavventure che gli capiteranno una dietro l’altra, mentre il live, poderoso come sempre, andrà avanti, tra volumi sostenuti e lo spirito rock che caratterizza l’intera operazione.
L’ispirazione, o meglio lo spunto più vicino ad una scelta cinematografica di questa portata, pare sia il film sui Led Zeppelin, The song remains the same; ad ammetterlo è proprio il batterista dei Metallica, Lars Ulrich, che pone comunque anche i dovuti distinguo: “E’ un vero e proprio film e c’è una parte di storia che non si svolge sul palco; ma la trama non si esaurisce tra le fila del concerto e non vede i Metallica come protagonisti: ci sono due vicende e due linee narrative separate”.
Sono passati circa sette mesi dal lancio del primo singolo del nuovo album dei Bloc Party, Octopus. La band capitanata da Kele Okereke ha deciso, finalmente, di pubblicare il seguito. È da poco online il video musicale del secondo singolo estratto da Four, dal titolo Truth.
È ufficialmente iniziato il conto alla rovescia per l’uscita del nuovo album degli Hurts. Il duo inglese ha diffuso tutte le notizie necessarie della loro seconda prova in studio. Partiamo dalla base: il nuovo disco si intitola Exile, la data di uscita è stata fissata l’11 marzo. il primo singolo si chiama Miracle ed è già disponibile in radio (l’audio è presente sul canale ufficiale del duo, per ascoltarlo vi invitiamo a cliccare play a fine post).

L’annuncio della pubblicazione di un nuovo album gli Yeah Yeah Yeahs lo avevano già fatto qualche mese fa. Poi, per un po’, nessuno ha saputo più nulla fino a che il gruppo, con una certa meraviglia da parte dei fan, ha pubblicato in anteprima la copertina del loro nuovo album, annunciando, in contemporanea, anche la data ufficiale dell’uscita di Mosquito – questo è il titolo – prevista per il 16 di aprile 2013.
La notizia è stata accompagnata dal rilascio del teaser trailer dell’album, che potete vedere poco più sotto, e dalla pubblicazione di due performance dal vivo dei nuovi brani contenuti in Mosquito (anche questi potete trovarli più in basso).
Karen O ha detto che in questo album, a differenza del primo, ha avuto un approccio diverso nella scrittura dei pezzi, che prende la materia prima e la trasforma in caos e sogno, aggiungendo, qua e là, sonorità reggae e influenze psichedeliche.
Come per il primo lavoro It’s Blitz del 20069, anche Mosquito è stato prodotto da Nick Launay e da Dave Sitek dei Tv on the Radio. Un disco che, come dice Karen O, ha più basso che chitarra e che contiene delle canzoni molto più sconvolte rispetto alle precedenti tracce prodotte.
Ma a far parlare non è stato tanto il lato musica dell’album, ma la sua copertina. A detto di molti si tratta di una delle peggiori copertine mai fatte, e forse non hanno tutti i torti. Guardare per credere:

Creata dall’artista sud-coreano Shim Beomsik Shimbe, l’immagine sembra un incubo creato dagli animatori della Pixar. Un bambino con i capelli dritti e urlante che cerca di divincolarsi dalle lunghe e pelose zampe di una zanzara gigante con un’abbondante dose di slime verde.
In effetti non è molto bella… speriamo che l’album, invece, dati i presupposti, non sia della stessa pasta. Lo scopriremo tra qualche giorno, nel frattempo vi lasciamo al secondo pezzo inedito che gli Yeah Yeah Yeahs hanno regalato ai loro fan:

Tempo di grandi ritorni sulla scena musicale internazionale. Dopo il ritorno del Duca Bianco, che ci ha fatto penare in questi dieci anni di assoluto silenzio, è tornato, come vi abbiamo anticipato qualche giorno fa, anche Justin Timberlake.
Sono passati sei anni dall’uscita del suo ultimo album (Future Sex – Love Sounds era del 2006) e, nel frattempo, Justin Timberlake è cresciuto ed è maturato anche per quanto riguarda il suo stile musicale. Molto probabilmente il nuovo singolo, Suit&Tie – il primo presentato della track list di The 20/20 experience, album che uscirà nel corso del 2013, non suona come le precedenti hit del giovane artista.
Uno stile diverso che ancora sembra essere in fase di consolidamento, ma che segna un punto importante nella crescita artistica di questo talento contemporaneo.
Il brano, scritto dallo stesso Timberlake, in collaborazione con Timbaland, Shawn Carter, Jerome “J-Roc” Harmon e James Fauntleroy, vede anche la partecipazione di in featuring di Jay-Z.
Qui sotto potete ascoltare Suit&Tie, il nuovo singolo di Justin Timberlake.

Quello dei Blues Brothers fu un evento cinematografico irripetibile. Una commistione perfetta di demenzialità, musica, attori e trama vincenti. Ovviamente ci provarono comunque a ripeterlo, ma il risultato fu stucchevole. Molti dei pezzi della band non sono nati con loro, ma sono cover di grandi autori blues, di vecchie sigle tv o semplicemente di pezzi in epoca pre-rock’n’roll.
Eppure molti di quei pezzi sono nella nostra memoria proprio grazie a loro, e tra questi vi proponiamo alcune tra le cover più bizzarre in circolazione.
La sigla dello show televisivo Peter Gunn, detective privato creato da Blake Edwards, musicata da Henri Mancini (Pantera Rosa, Moonriver) e al piano uno sconosciutissimo John Williams (Star Wars). Gli Art Of Noise sono un gruppo synthpop che vedeva tra le sue fila Trevor Horn, il cosiddetto uomo che ha inventato gli anni 80. Membro degli Yes e dei Buggles, Horn è stato anche un produttore di successo che fece guadagnare il grammy a questo pezzo e, alcuni anni dopo a Kiss From A Rose di Seal.
A rivestire l’ingrato ruolo del sostituto di Ray Charles, una di quelle disney-band che tanto andavano di moda fino a pochissimi anni fa. Figlie del girl power, la vita delle tre ragazze ghepardo fu breve ma intensa: 2 album da studio, 3 colonne sonore e 20 singoli. Per lo più cover ingrate, come questo pezzo (usato per la colonna sonora del film Chicken Little). Ma il loro operato non fu vano, soprattutto se oggi si considera l’esistenza di serie televisive come Glee.
I Crue nell’epoca dell’oro. Nikki Sixx e Tommy Lee (il tizio del porno con Pamela Anderson, per intenderci), hair metal a mille. Sebbene la band stia attualmente godendo di una seconda giovinezza, grazie a una riconsiderazione musicale un po’ troppo favorevole agli anni 80, di questa band ci si ricorda soprattutto della rivalità con i Guns’n’Roses, e dei duelli mancati tra Vince e Axl. Roba che sa di falso e preconfezionato, ma che oggi viene bollata come “la vera e dura rock attitude di una volta”.

Titolo: Cloud Atlas
Regista: Lana e Andy Watchowski, Tom Tykwer
Anno: 2012
Una storia d’amore (diretta dai fratelli Matrix) che travalica i confini stessi della vita, ripetendosi tra le epoche in un crescendo di reincarnazione misto a causalità. Il tutto per un cast fenomenale, con Tom Hanks e Halle Berry nei ruoli dei protagonisti.
Tom Tykwer, oltre che essere un grande regista (anche se in questo caso nel ruolo di vice) ha anche il vizio di unirsi a Reinhold Heil e Johnny Klimek per occuparsi delle musiche dei suoi stessi film. Una formula che riuscì brillantemente con uno dei suoi film più acclamati, Lola Corre, per il quale aveva realizzato una colonna sonora degna dei Prodigy. In questo caso invece l’elemento elettronico non è che una componente di una vastissima orchestra, variegata nello stile ma sempre maestosa e epica, segno che tutte quelle lezioni impartiteci da grandi artisti come Philip Glass non sono state ignorate. Un lavoro che è valsa la nomina ai recenti Golden Globe.
Cloud Atlas: Original Motion Picture Soundtrack è composta da 23 tracce:
1. Prelude: The Atlas March
2. Cloud Atlas Opening Title
3. Travel to Edinburgh
4. Luisa’s Birthmark
5. Cavendish In Distress
6. Papa Song
7. Sloosha’s Hollow
8. Sonmi-451 Meets Chang
9. Won’t Let Go
10. Kesselring
11. The Escape
12. Temple Of Sacrifice
13. Catacombs
14. Adieu
15. New Direction
16. All Boundaries Are Conventions
17. The Message
18. Chasing Luisa Rey
19. Sonmi’s Discovery
20. Death Is Only A Door
21. Cloud Atlas Finale
22. The Cloud Atlas Sextet for Orchestra
23. Cloud Atlas End Title
Da segnalare un pezzo che compare nel film, pur non essendo contenuto in questa raccolta. Si tratta di Looking For Freedom, canzone anni 80 scritta da Jack White (no, non quel Jack White) e cantata da David Hasselhoff (si, proprio quel David Hasselhoff).

Titolo: Da Da Da
Autore: Trio
Album: Trio
Anno: 1981
Un ragazzo sembra godersi la sua tratta on the road a bordo di un’auto visibilmente vecchia, che solo alla fine si scopre essere in panne e trainata con un cavo da un’altra macchina. Per uno spot che scherza sull’enfatizzazione degli anni 80, questo pezzo dei Trio è decisamente adatto allo scopo. Band apripista del pop tedesco di quel decennio, fatto di personaggi come Nena o il rapper Falco, i Trio sono uno dei prodotti più caratteristici del decennio di Regan e Breznev, al pari di Sposerò Simon Le Bon (film e romanzo sul fanatismo per i Duran Duran) e delle ciocche colorate di Cindy Lauper. Da Da Da, con la sua composizione semplice e al tempo stesso distopica, viene utilizzata da oltre trent’anni in vari spot. In uno di questi la canzone viene intonata da Christina Aguilera.

Vasco Rossi ritorna. I problemi di salute sembrano superati e la lunga convalescenza sarà presto un lontano ricordo. a giugno, il rocker di Zocca calcherà nuovamente i palchi di tutta Italia per riprendere il tour che aveva lasciato in sospeso nel 2011.
E’ lui stesso ad annunciare la buona novella ai suoi fan, impazienti di rivederlo in azione dopo i guai, mediante Twitter e Facebook:
“Ho intenzione di riprendere il tour che avevo interrotto nel 2011 per cause di forza maggiore. Le date saranno a giugno e vi verranno comunicate presto!!”
Le complicazioni hanno costretto il Blasco a dire ‘basta’ per un po’.
Ora finalmente i cieli degli stadi italiani si riempiranno nuovamente delle sue parole.
Durante il suo calvario, Vasco ha iniziato a bazzicare moltissimo sui Social Network. Li ha utilizzati per varie iniziative e per registrare quasi ogni giorno un clippino, utilizzando nient’altro che una web-cam e lo pseudonimo di Jack.
Ha parlato di tutto e ha fatto ascoltare musica interessantissima ai suoi numerosissimi seguaci.
Ora è tempo di rimettersi in marcia, in carovana verso le città italiane.
Vasco lo farà con nuova musica perché sempre nei giorni scorsi ha annunciato una ‘Sorpresa’ in un posto che porta la firma de ‘La redazione’. Il Blasco è infatti entrato in studio per registrare un inedito.
Noi salutiamo con affetto il suo ritorno proponendovi alcuni video estratti dai suoi live.