Fedez tra i numeri uno

di Redazione Commenta

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È un periodo d’oro. L’ascesa del rap italiano continua inesorabilmente. Questa volta è un ragazzo nato nel 1989 ad esordire direttamente al numero uno della classifica. Si fa chiamare Fedez.

Si forma in quella Milano da bere, patria delle grandi etichette discografiche internazionali. Una città che lui ama e odia allo stesso tempo. Non ne fa mistero in un brano intitolato Milano bene.

Nel suo album ce ne sono un po’ per tutti i gusti però: nel suo “Sig. Brainwash – L’arte di accontentare” ce ne sono ben 19 di pezzi. In uno, il rapper, duetta Francesca Michielin di “X Factor”. Del resto sembra non avercela con i concorrenti dei talent-show, tant’è che sul collega Moreno, rapper di Amici, si esprime con parola quasi di ammirazione e confessa che ha fatto bene a partecipare.

Oggi, la vita del giovane Fedez è cambiata, infatti, e certi giri li deve frequentare per forza. La sera non può esimersi dal frequentare quei locali in, per i quali ha parole di sdegno nel disco: del resto se dovesse continuare ad uscire alle Colonne di San Lorenzo gli chiederebbero troppi autografi; non gli rimane, dunque, che mimetizzarsi tra i vip. La notorietà è una brutta bestia.

Chissà poi se questa fama gli restituirà l’amore. Ce ne sono un bel po’ di canzoni dai tratti romantici in questo suo album già campione di incassi. In Cigno nero, ad esempio, parla di una sua ex e ne sembra ancora appassionato. Purtroppo, però, garantisce che neppure dopo tutti questi allori lei si è rifatta viva. Possibile che un ragazzetto di successo non riesca a riscattarsi con una sbarbina? Magari l’Italia sta davvero cambiando. Fedez lo conferma, ma è ancora un po’ scettico sui grillini.

In sostanza è un ragazzo comune, con le stesse perplessità dei suoi coetanei e di quelli un po’ meno giovani. Ha giusto qualche porta aperta in più. Poco importa se quella del club lo farà entrare nel giro giusto che non gli piaceva: questo passa il convento. E non è, affatto poco, soprattutto in tempo di crisi.

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