Il film dei Metallica sarà nei cinema ad agosto

I Metallica sono pronti per un film su di loro.

La pellicola dovrebbe arrivare nelle sale il 9 agosto prossimo, ma non è una trattazione biografica della band. Infatti, sebbene la trama sia incentrata su live del quartetto, racconta le avventure di un giovane membro dello staff tecnico che viene mandato in giro per la città a svolgere un’urgente commissione, durante il concerto; ovviamente inciamperà in situazioni al limite della sopportazione e dell’immaginazione umana, tanto che la sua vita cambierà totalmente.

Se pure le sale lo proietteranno a partire dall’estate,  il titolo è già stato scelto: Metallica through the never. Il cast, oltre al gruppo metal più famoso al mondo, comprende l’attore Dane DeHaan (che i più ricorderanno per The Amazing Spider-Man 2, tra le altre cose), nei panni, appunto, del protagonista, ovvero un ragazzo delle crew alle prese con compiti improvvisi e una serie di disavventure che gli capiteranno una dietro l’altra, mentre il live, poderoso come sempre, andrà avanti, tra volumi sostenuti e lo spirito rock che caratterizza l’intera operazione.

L’ispirazione, o meglio lo spunto più vicino ad una scelta cinematografica di questa portata, pare sia il film sui Led ZeppelinThe song remains the same; ad ammetterlo è proprio il batterista dei Metallica, Lars Ulrich, che pone comunque anche i dovuti distinguo: “E’ un vero e proprio film e c’è una parte di storia che non si svolge sul palco; ma la trama non si esaurisce tra le fila del concerto e non vede i Metallica come protagonisti: ci sono due vicende e due linee narrative separate”.

Bloc Party – Truth – Video ufficiale

Sono passati circa sette mesi dal lancio del primo singolo del nuovo album dei Bloc Party, Octopus. La band capitanata da Kele Okereke ha deciso, finalmente, di pubblicare il seguito. È da poco online il video musicale del secondo singolo estratto da Four, dal titolo Truth.

Hurt: tracklist Exile, audio primo singolo Miracle

È ufficialmente iniziato il conto alla rovescia per l’uscita del nuovo album degli Hurts. Il duo inglese ha diffuso tutte le notizie necessarie della loro seconda prova in studio. Partiamo dalla base: il nuovo disco si intitola Exile, la data di uscita è stata fissata l’11 marzo. il primo singolo si chiama Miracle ed è già disponibile in radio (l’audio è presente sul canale ufficiale del duo, per ascoltarlo vi invitiamo a cliccare play a fine post).

Il ritorno degli Yeah Yeah Yeahs

L’annuncio della pubblicazione di un nuovo album gli Yeah Yeah Yeahs lo avevano già fatto qualche mese fa. Poi, per un po’, nessuno ha saputo più nulla fino a che il gruppo, con una certa meraviglia da parte dei fan, ha pubblicato in anteprima la copertina del loro nuovo album, annunciando, in contemporanea, anche la data ufficiale dell’uscita di Mosquito – questo è il titolo – prevista per il 16 di aprile 2013.

La notizia è stata accompagnata dal rilascio del teaser trailer dell’album, che potete vedere poco più sotto, e dalla pubblicazione di due performance dal vivo dei nuovi brani contenuti in Mosquito (anche questi potete trovarli più in basso).

Karen O ha detto che in questo album, a differenza del primo, ha avuto un approccio diverso nella scrittura dei pezzi, che prende la materia prima e la trasforma in caos e sogno, aggiungendo, qua e là, sonorità reggae e influenze psichedeliche.

Come per il primo lavoro It’s Blitz del 20069, anche Mosquito è stato prodotto da  Nick Launay e da Dave Sitek dei Tv on the Radio. Un disco che, come dice Karen O, ha più basso che chitarra e che contiene delle canzoni molto più sconvolte rispetto alle precedenti tracce prodotte.

Ma a far parlare non è stato tanto il lato musica dell’album, ma la sua copertina. A detto di molti si tratta di una delle peggiori copertine mai fatte, e forse non hanno tutti i torti. Guardare per credere:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Creata dall’artista sud-coreano Shim Beomsik Shimbe, l’immagine sembra un incubo creato dagli animatori della Pixar. Un bambino con i capelli dritti e urlante che cerca di divincolarsi dalle lunghe e pelose zampe di una zanzara gigante con un’abbondante dose di slime verde.

In effetti non è molto bella… speriamo che l’album, invece, dati i presupposti, non sia della stessa pasta. Lo scopriremo tra qualche giorno, nel frattempo vi lasciamo al secondo pezzo inedito che gli Yeah Yeah Yeahs hanno regalato ai loro fan:

Justin Timberlake – Suit&Tie – Nuovo singolo in anteprima

Tempo di grandi ritorni sulla scena musicale internazionale. Dopo il ritorno del Duca Bianco, che ci ha fatto penare in questi dieci anni di assoluto silenzio, è tornato, come vi abbiamo anticipato qualche giorno fa, anche Justin Timberlake.

Sono passati sei anni dall’uscita del suo ultimo album (Future Sex – Love Sounds era del 2006) e, nel frattempo, Justin Timberlake è cresciuto ed è maturato anche per quanto riguarda il suo stile musicale. Molto probabilmente il nuovo singolo, Suit&Tie – il primo presentato della track list di The 20/20 experience, album che uscirà nel corso del 2013, non suona come le precedenti hit del giovane artista.

Uno stile diverso che ancora sembra essere in fase di consolidamento, ma che segna un punto importante nella crescita artistica di questo talento contemporaneo.

Il brano, scritto dallo stesso Timberlake, in collaborazione con Timbaland, Shawn Carter, Jerome “J-Roc” Harmon e James Fauntleroy, vede anche la partecipazione di in featuring di Jay-Z.

Qui sotto potete ascoltare Suit&Tie, il nuovo singolo di Justin Timberlake.

Justin Timberlake – Suit&Tie – Audio

Top 5: cover particolari per i Blues Brothers


Quello dei Blues Brothers fu un evento cinematografico irripetibile. Una commistione perfetta di demenzialità, musica, attori e trama vincenti. Ovviamente ci provarono comunque a ripeterlo, ma il risultato fu stucchevole. Molti dei pezzi della band non sono nati con loro, ma sono cover di grandi autori blues, di vecchie sigle tv o semplicemente di pezzi in epoca pre-rock’n’roll.
Eppure molti di quei pezzi sono nella nostra memoria proprio grazie a loro, e tra questi vi proponiamo alcune tra le cover più bizzarre in circolazione.

5. Art Of Noise – Peter Gunn Theme


La sigla dello show televisivo Peter Gunn, detective privato creato da Blake Edwards, musicata da Henri Mancini (Pantera Rosa, Moonriver) e al piano uno sconosciutissimo John Williams (Star Wars). Gli Art Of Noise sono un gruppo synthpop che vedeva tra le sue fila Trevor Horn, il cosiddetto uomo che ha inventato gli anni 80. Membro degli Yes e dei Buggles, Horn è stato anche un produttore di successo che fece guadagnare il grammy a questo pezzo e, alcuni anni dopo a Kiss From A Rose di Seal.

4. Cheetah Girls – Shake Your Tailfeather


A rivestire l’ingrato ruolo del sostituto di Ray Charles, una di quelle disney-band che tanto andavano di moda fino a pochissimi anni fa. Figlie del girl power, la vita delle tre ragazze ghepardo fu breve ma intensa: 2 album da studio, 3 colonne sonore e 20 singoli. Per lo più cover ingrate, come questo pezzo (usato per la colonna sonora del film Chicken Little). Ma il loro operato non fu vano, soprattutto se oggi si considera l’esistenza di serie televisive come Glee.

3. Motley Crue – Jailhouse Rock


I Crue nell’epoca dell’oro. Nikki Sixx e Tommy Lee (il tizio del porno con Pamela Anderson, per intenderci), hair metal a mille. Sebbene la band stia attualmente godendo di una seconda giovinezza, grazie a una riconsiderazione musicale un po’ troppo favorevole agli anni 80, di questa band ci si ricorda soprattutto della rivalità con i Guns’n’Roses, e dei duelli mancati tra Vince e Axl. Roba che sa di falso e preconfezionato, ma che oggi viene bollata come “la vera e dura rock attitude di una volta”.

Cloud Atlas – La Colonna Sonora


Titolo: Cloud Atlas
Regista: Lana e Andy Watchowski, Tom Tykwer
Anno: 2012

Una storia d’amore (diretta dai fratelli Matrix) che travalica i confini stessi della vita, ripetendosi tra le epoche in un crescendo di reincarnazione misto a causalità. Il tutto per un cast fenomenale, con Tom Hanks e Halle Berry nei ruoli dei protagonisti.

Cloud Atlas – La Colonna Sonora

Tom Tykwer, oltre che essere un grande regista (anche se in questo caso nel ruolo di vice) ha anche il vizio di unirsi a Reinhold Heil e Johnny Klimek per occuparsi delle musiche dei suoi stessi film. Una formula che riuscì brillantemente con uno dei suoi film più acclamati, Lola Corre, per il quale aveva realizzato una colonna sonora degna dei Prodigy. In questo caso invece l’elemento elettronico non è che una componente di una vastissima orchestra, variegata nello stile ma sempre maestosa e epica, segno che tutte quelle lezioni impartiteci da grandi artisti come Philip Glass non sono state ignorate. Un lavoro che è valsa la nomina ai recenti Golden Globe.

Cloud Atlas: Original Motion Picture Soundtrack è composta da 23 tracce:

1. Prelude: The Atlas March
2. Cloud Atlas Opening Title
3. Travel to Edinburgh
4. Luisa’s Birthmark
5. Cavendish In Distress
6. Papa Song
7. Sloosha’s Hollow
8. Sonmi-451 Meets Chang
9. Won’t Let Go
10. Kesselring
11. The Escape
12. Temple Of Sacrifice
13. Catacombs
14. Adieu
15. New Direction
16. All Boundaries Are Conventions
17. The Message
18. Chasing Luisa Rey
19. Sonmi’s Discovery
20. Death Is Only A Door
21. Cloud Atlas Finale
22. The Cloud Atlas Sextet for Orchestra
23. Cloud Atlas End Title

Da segnalare un pezzo che compare nel film, pur non essendo contenuto in questa raccolta. Si tratta di Looking For Freedom, canzone anni 80 scritta da Jack White (no, non quel Jack White) e cantata da David Hasselhoff (si, proprio quel David Hasselhoff).

La canzone dello spot Citroen


Titolo: Da Da Da
Autore: Trio
Album: Trio
Anno: 1981

Un ragazzo sembra godersi la sua tratta on the road a bordo di un’auto visibilmente vecchia, che solo alla fine si scopre essere in panne e trainata con un cavo da un’altra macchina. Per uno spot che scherza sull’enfatizzazione degli anni 80, questo pezzo dei Trio è decisamente adatto allo scopo. Band apripista del pop tedesco di quel decennio, fatto di personaggi come Nena o il rapper Falco, i Trio sono uno dei prodotti più caratteristici del decennio di Regan e Breznev, al pari di Sposerò Simon Le Bon (film e romanzo sul fanatismo per i Duran Duran) e delle ciocche colorate di Cindy Lauper. Da Da Da, con la sua composizione semplice e al tempo stesso distopica, viene utilizzata da oltre trent’anni in vari spot. In uno di questi la canzone viene intonata da Christina Aguilera.

Vasco is back, inedito e ripresa del tour a giugno

Vasco Rossi ritorna. I problemi di salute sembrano superati e la lunga convalescenza sarà presto un lontano ricordo. a giugno, il rocker di Zocca calcherà nuovamente i palchi di tutta Italia per riprendere il tour che aveva lasciato in sospeso nel 2011.

E’ lui stesso ad annunciare la buona novella ai suoi fan, impazienti di rivederlo in azione dopo i guai, mediante Twitter e Facebook:

“Ho intenzione di riprendere il tour che avevo interrotto nel 2011 per cause di forza maggiore. Le date saranno a giugno e vi verranno comunicate presto!!”

Le complicazioni hanno costretto il Blasco a dire ‘basta’ per un po’.

Ora finalmente i cieli degli stadi italiani si riempiranno nuovamente delle sue parole.

Durante il suo calvario, Vasco ha iniziato a bazzicare moltissimo sui Social Network. Li ha utilizzati per varie iniziative e per registrare quasi ogni giorno un clippino, utilizzando nient’altro che una web-cam e lo pseudonimo di Jack.

Ha parlato di tutto e ha fatto ascoltare musica interessantissima ai suoi numerosissimi seguaci.

Ora è tempo di rimettersi in marcia, in carovana verso le città italiane.

Vasco lo farà con nuova musica perché sempre nei giorni scorsi ha annunciato una ‘Sorpresa’ in un posto che porta la firma de ‘La redazione’. Il Blasco è infatti entrato in studio per registrare un inedito.

Noi salutiamo con affetto il suo ritorno proponendovi alcuni video estratti dai suoi live.

SAN SIRO 2003

LIVE KOM 011

Colonne sonore in Nomination per gli Oscar 2013: c’è anche un italiano

Tra tutti gli Oscar, di sicuro quello per la miglior colonna sonora è un premio che va più all’uomo e al suo talento che al film. Lasciatecelo dire. Le musiche possono cambiare i tappeti visivi di un film, illuminando le sue zone d’ombra e aggiungendo pathos e sensualità ai suoi fasci di luce. L’uomo e il suo talento, le sue mani e la sua mente. Eccoli i principali ingredienti per valorizzare musicalmente un film. Il resto, senza ombra di dubbio, lo fanno i curatori del set, i registi, gli attori. ‘Nulla questio’.

Ma le musiche sono fatte da gli uomini. E in Italia ce ne è uno che in America registi e pubblico stanno iniziando a conoscere grazie al suo incredibile potenziale.

Lui si chiama Dario Marianelli, ed è un piccolo pezzo d’Italia agli Oscar. L’unico rappresentante del Belpaese in lizza per una statuetta il prossimo 24 febbraio al Dolby Theatre di Hollywood, se vogliamo dirla tutta.

Marianelli, nato a Pisa nel 1963, ha già un carnet da fare invidia ai signori delle soundtrack. Già candidato all’Oscar per la Miglior Colonna Sonora nel 2006 in virtù delle musiche del film Orgoglio e pregiudizio, già Oscar e Golden Globe per la Miglior Colonna Sonora nel 2008 grazie al film Espiazione, quest’anno il compositore ci riprova. Ha realizzato le musiche di Anna Karenina, film tratto dall’omonimo romanzo di Lev Tolstoj diretto da Joe Wright.

La sua è una vita passata tra Pisa, Firenze e Londra per evolvere sempre di più il suo genio musicale. Nella capitale britannica Marianelli compie i suoi primi e consistenti passi verso il mondo del cinema. Le prime due colonne sonore (Alisa e I Went Down) gli vengono commissionate da Paddy Breathnach, regista irlandese.

Poi il grande salto, il volo dall’altra parte dell’oceano, per sognare e far sognare sulle proprie note. La consacrazione arriva nel 2002, con la colonna sonora di Cose di questo mondo, film di

Michael Winterbottom, premiato con l’Orso d’Oro al Festival di Berlino dello stesso anno. Marianelli suona, danza sulle ali del suo pianoforte. Terry Gilliam se ne accorge e gli affida le partiture di due successi dell’ultimo decennio: I fratelli Grimm e L’incantevole strega.

Gli anni seguenti sono gli anni della perfezione stilistica, nonché anni in cui Dario Marianelli ha l’opportunità di scrivere alcune tra le colonne sonore più importanti della storia recente. Da

V per Vendetta di James McTeigue a Il colore della libertà di Bille August, passando per Il buio nell’anima di Neil Jordan.

Complimenti Marianelli.

Tornando ai giorni nostri, Hollywood si accorge di lui, conferendogli un Oscar e un Golden Globe, e dandogli l’opportunità di scontrarsi anche quest’anno con quattro mostri sacri per la conquista della preziosa statuetta.

L’Italia è con Marianelli nella notte degli Academy.

Gli avversari, indubbiamente, sono di tutto rispetto, ma il suo palmares e il suo curriculum parlano, anzi, suonano per lui.

LE 5 COLONNE SONORE IN NOMINATION PER GLI OSCAR

Candidate all’Oscar 2013 ci sono cinque colonne sonore. Marianelli è in lizza per Anna Karenina. Dovrà vedersela con Alexander Desplat, che ha composto le musica di Argo (già premiato con 2 Golden Globe), Mychael Danna (musicista di Vita di Pi), John Williams (compositore delle musiche del plurinominato Lincoln) e Thomas Newman, in lizza per aver composto le musiche di Skyfall.

Thomas Newman per Skyfall


Dario Marianelli per Anna Karenina


Alexandre Desplat per Argo


Mychael Danna per Vita di Pi



John Williams per Lincoln




Lykke Li – I Follow Rivers – Video ufficiale

Come per Asaf Avidan anche Lykke Li deve dire grazie a un remix se le radio italiane si sono interessate alla sua musica. La sua I Follow rivers sta pian piano conquistando l’airplay radiofonico grazie a The magician remix. Questa versione del brano è stata utilizzata nel film Un sapore di ruggine e ossa.

Le canzoni candidate agli Oscar 2013 – Video

Le nomination agli Oscar 2013 sono state annunciate giovedì 10 gennaio in una breve trasmissione condotta da Seth MacFarlane e Emma Stone al Samuel Goldwyn Theater di Beverly Hills. Tra le tante categorie degli Oscar ce ne sono un paio che ci interessano particolarmente da vicino e sono la Miglior Canzone e la Miglior colonna sonora.

Madonna, le foto peggiori

Come disse una volta Eugene Hutz, baffuto cantante dei Gogol Bordello, “dalle mie parti un uomo senza i baffi è come una donna con i baffi”. Un’osservazione di tutto rispetto, considerato il fatto che lo disse in un film girato da Madonna, in un periodo in cui la rete era otturata dalle immagini dei mustacchi di lei. Ma a rovinare l’immagine di Louise Veronica Ciccone non c’è solo della semplice peluria, come dimostrano decenni di scatti sbagliati, pessimi abbigliamenti, o espressioni facciali da dimenticare.

10 canzoni per ricordare Fabrizio De Andrè

Ogni anno, l’undici di gennaio, moltissimi ascoltatori di buona musica si svegliano con un pensiero e una frase che recita più o meno così: “Ciao Fabrizio, ci manchi“.

Noi siamo tra questi.

Sono passati quattordici anni da quella notte del 1999 in cui Faber, cantautore indimenticabile della nostra Italia, scomparse.

Aveva un carcinoma polmonare, Faber. Gli fu diagnosticato il 13 agosto 1998, dopo un concerto in Calabria (A Roccella Jonica). Fu così che dovette interrompere la sua tournée estiva.

Passarono parecchi mesi prima del ricovero, però. Mesi in qualche modo fatali. Quando entrò in ospedale il suo tumore era già allo stato avanzato. Difficile da salvare, come le anime di cui parla in uno dei suoi tanti dischi-capolavoro.

Faber uscì dall’ospedale solo durante il periodo di Natale, e solo per passare quello che sarebbe stato il suo ultimo 25 dicembre sulla terra con la sua famiglia.

Torniamo alla notte dell’11 gennaio 1999. Alle ore 02:30, Fabrizio De André muore presso l’Istituto dei tumori di Milano, dove era stato ricoverato per l’aggravarsi della sua malattia. Aveva 58 anni, Faber.

Chi vi scrive non vi nasconda che è difficile ricordare la triste parabola di un uomo che ha cambiato la musica italiana e ha contribuito a migliorare le giornate di milioni di persone. Un contributo inesauribile che prosegue ancora. Già, perchè Fabrizio non c’è più, ma la sua musica si e si rigenera giorno per giorno.

Chi vi scrive, inoltre, non vi nasconde che è difficile scegliere ‘solo’ 10 canzoni di De Andrè. E’ riduttivo. Banalmente potremmo tirare fuori la storia del padre che non sa a quale figlio vuole più bene, anche se in questo caso il padre non c’è più e i figli lo piangono ascoltando la sua musica. Oggi, per noi, suona così:

Verranno A Chiederti Del Nostro Amore

Il testamento di Tito

Fila la lana

La Guerra di Piero

Fiume Sand Creek 

Bocca di rosa

Dormono sulla collina

Un blasfemo

Via del campo

Khorakhane’   

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